I bambini sono considerati “nati morti” solo quando abbiano superato le 28 settimane di gestazione al momento del parto. Se il bambino è nato morto, l’ufficiale dello stato civile forma il solo atto di nascita e fa risultare nell’atto stesso anche la morte

Se il bambino invece nasce vivo e muore dopo la nascita dovrà essere formato prima il suo atto di nascita e poi quello di morte. Solo in questi casi sussiste l’obbligo di registrazione presso l’anagrafe.

Se invece il bambino nasce morto prima della 28esima settimana gestazionale i genitori non sono obbligati a fare alcuna denuncia. A richiesta espressa dei genitori, nel cimitero possono però essere raccolti anche prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane.