Storia di Alessandra ed Elisa

Ciao a Tutti. Sono Riccardo e sono di Palermo. A dicembre del 2015 mia moglie GIUSY, scopre di esser incinta e alla prima visita a nostra grande scoperta, il dottore ci informa che eravamo in attesa di due gemelli. Ricordo ancora le parole del ginecologo rivolte alla sua segretaria:” scriva gravidanza gemellare “monocoriale biamniotica”.

Il dottore immediatamente ci invita a farci seguire dall’ospedale in quanto tale gravidanza viene considerata “ A RISCHIO” e cosi scegliamo il BUCCHERI di Palermo. Sulla gravidanza non c’è molto da scrivere perché fino a marzo la gravidanza è proseguita tranquillamente senza particolari problemi.

Nel frattempo devo dire che leggendo su internet, ho cominciato a fare una panoramica delle problematiche legate a questa tipologia di gravidanza. Differenza di crescita, nascita prematura, e poi un giorno di svista ho letto l’articolo sulla Twin to twin transfusion syndrome, cosa che mi ha messo subito in apprensione. A marzo durante una visita( la cosiddetta MORFOLOGICA) la dottoressa di turno improvvisamente viene allertata da qualcosa sullo schermo. Ricordo ancora la sensazione di calore che ho avuto in viso. Dicevo tra me e me: Fa che non sia quella, fa che non sia quella… La dottoressa comunque non ha voluto dirci nulla, si è solo fermata, ha preso il cellulare e ha chiamato il Dott.Chianchiano, che fino a qual giorno ci era sconosciuto.

Il dottore arriva e si consulta subito con la sua collega e ci spiega che una delle due sacche aveva un po’ di liquido in meno rispetto all’altra sacca. Subito appena tornato a casa ho cominciato a leggere tutto quello che potevo sulla TTTS e purtroppo uno dei primi segni era quello. Alla successiva visita (sempre con quell’angelo del Dott.Chianchiano) ci viene confermato la discrepanza tra i liquidi delle due sacche e ci viene diagnosticato il primo stadio della TTTS. Da quel giorno tutto è precipitato in un vortice di emozioni e paure indescrivibili.

Mia moglie viene ricoverata per forti dolori ai reni, che poi si scoprirà essere dovuti a dei piccoli calcoli della coliciste. Nel frattempo la discrepanza aumenta e il dottore ci informa che nel giro di una settimana eravamo già nel secondo stadio della TTTS. Ho chiesto immediatamente al dottore se era il caso di prendere l’aereo e andare a Milano che da quanto letto era il migliore ospedale per il trattamento di questa sindrome. Il dottore, sorridendo, ci dice di stare tranquilli che anche nell’ospedale in cui eravamo seguiti trattavano la sindrome con tutte le terapie del caso( laser terapia etc..) Nel giro di qualche giorno si passa dal secondo al terzo stadio e il dottore decide immediatamente di usare la laser terapia per provare a chiudere questi vasi e fermare la sindrome.

Solo che sorte ha voluto che a mia moglie il giorno prima dell’operazione viene una stupida febbre, e l’operazione viene rinviata di una settimana. .

Il nostro cuore era piccolissimo, la paura immensa, ma quando non si ha altra alternativa ho cercato di vedere il lato positivo della situazione almeno erano passati giorni in più in modo che le bimbe potessero crescere. Ricordo ancora il giorno prima dell’operazione, quando il dottore ci ha chiamato in una stanza dell’ospedale informandoci sui rischi che tale operazione poteva comportare, sulle probabili conseguenze che avrebbero riportato le bambine in seguito alla differenza dei flussi, alle contrazioni che avrebbe subito mia moglie nel post-operatorio. Ma tutto questo sempre con il sorriso nel suo volto, cosa che onestamente mi ha reso l’angoscia della situazione un po’ meno opprimente. L’operazione dura circa un ora e mezza. Il dottore esce e ci informa che tutto era andato a meraviglia, le bambine rispondevano meravigliosamente, i flussi si erano regolarizzati, c’era solo un po di discrepanza per quanto riguarda le sacche ma che si sarebbe regolarizzata nel tempo. Una settimana dopo l’operazione durante un controllo il dottore si accorge nuovamente della discrepanza dei liquidi e ci informa che purtroppo eravamo nuovamente al secondo stadio. Il dottore ci spiega che operare nuovamente sarebbe stato pericoloso, in quando già la gravidanza era giunta alla 25 settimana e che le contrazioni che avrebbe avuto mia moglie sarebbero state difficili da gestire. L’unica soluzione che propone il dottore e quella sottoporre mia moglie all’amniodrenaggio.

Il Giorno dopo mia moglie viene preparata e vengono tolti la bellezza di 7 LT di liquido amniotico da una sacca e non vi dico le contrazioni che ha avuto e come sia stata presa per i capelli per trattenere la gravidanza!!!!

Tutto era stato fatto! Adesso potevamo solo aspettare e cercare di trattenere la gravidanza più a lungo possibile. Ma la sorte sembra essersi accanita verso di noi e si scopre che a seguito dell’operazione nel liquido amniotico era stata riscontata un infezione da stafilococco( ho letto che purtroppo può essere normale visto l’introduzione di corpi estranei nelle sacche) mia moglie rimane ricoverata a lungo termine e l’obbiettivo era quello di arrivare alla 30-32 settimana. Il tempo passava e noi cercavamo nonostante tutto di stare su, di non aggiungere stress a stress per evitare altri problemi. La sera del 21 Maggio( a 27+1 settimane) purtroppo a causa dell’infezione il sacco di una delle bimbe si rompe e inoltre i dottori constatano la dilatazione aumentata a mia moglie. Si decide di farle nascere. Quindi tutto di corsa! I Dottori non hanno nemmeno avuto il tempo materiale per preparare la sala perché intanto la dilatazione di mia moglie aumentava e c’era il rischio che partorisse naturalmente con i rischi del caso.

E alle 2:30 e 2:31 del 22 Maggio 2015 vengono alla luce Alessandra(900g di purezza) ed Elisa(580g di altrettanta purezza). Tutte due le bambine vengono immediatamente intubate perché non riuscivano a respirare da sole e sottoposte alle cure mediche del caso. Raccontare di loro richiederebbe di altre 2 pagine di storie ed inoltre esulano dall’obiettivo di questo racconto e del gruppo, ma vi descriverò solo qualcosa in particolare. Alessandra non ha avuto grossi problemi a parte della mancata chiusura del dotto di Botallo.

Dopo 2 mesi e mezzo di TIN è tornata a casa con noi Elisa invece ha avuto parecchi problemi. Una forte anemia, un emorragia celebrale interna particolarmente pesante, blocco renale e alla fine dopo 12 giorni di vita Dio ha richiesto per se il nostro Angelo. Mille volte ci siamo arrabbiati con Dio per quello che ci è capitato, ma alle volte non vale nemmeno la pena di farsi determinate domande. Elisa è stata la donatrice durante la TTTS e ha portato a termine il compito per cui Dio ce L’aveva concessa; AIUTARE LA SORELLA A VENIRE ALLA LUCE. Ho preferito scrivere io la Storia per dare la visione da marito/compagno della storia.

Perché anche noi mariti abbiamo una parte da fare ed è quella di sostenere. Le nostre mogli hanno bisogno del nostro supporto, del nostro coraggio. Non possiamo prenderci noi i dolori delle dogli o delle operazioni, ma possiamo regalare dei sorrisi, delle piccole cose. Il primo anniversario l’ho passato a letto abbracciato con mia moglie con il viso appoggiato sulla sua pancia a cantare alle bambine “ ci sono due coccodrilli”. Ho tenuto la mano fino ad un momento prima che operassero mia moglie sia per la laser-terapia che per il cesareo. Ho preso mia moglie in braccio per portarla dalle bambine.

Non ho potuto prendere io i dolori, ma ho cercato di rendere meno doloroso il tutto. Ma anche i mariti soffrono e questa esperienza ti devasta, ti rende diverso sicuramente ti rende più forte. L’ultima riflessione che vi confesso e che non si deve mollare mai, nemmeno quando tutto sembra perso, nemmeno quando tutto sembra contro. Bisogna avere fiducia nei nostri piccoli che lottano più di noi per farcela, nelle nostre mogli che sopportano tutti i dolori per proteggere i nostri cuccioli.

Io sono il padre di una meravigliosa Bambina che tra un po’ farà un anno, padre di un angelo che dal 3 Giugno ci ha sempre protetto e marito di una moglie che non si è lasciata mai perdere d’animo e che nonostante il forte lutto ha preso tutto il dolore e l’ha trasformato in voglia di reagire.

Queste cose insegnano che non c’è tempo per piangersi addosso, che ogni momento va vissuto con il sorriso, che non ha senso deprimersi e perdersi d’animo. Il tempo passa e non fa sconti!!! Godetevi tutto e non abbiate mai paura perché altrimenti vi porterete come me il dolore più grosso che possiate sopportare, cioè quello di non avere preso mai Elisa per paura!!! Coraggio, Coraggio, Coraggio!!!!! Per chiunque abbia bisogno di una mano siamo qui a disposizione sia per indicazioni che per una chiacchierata.