Essere Volontario
Mi chiamo Elisa, ho 42 anni … 43 a breve, sono sposata e ho due bambini. Fino a qualche mese fa impiegata part time, fino a quando ho ricevuto la tanto temuta lettera di licenziamento, troppa crisi, vertiginoso calo di fatturato e l’inevitabile conseguenza: taglio del personale. Dopo l’iniziale shock ho però realizzato che questa era finalmente l’occasione che aspettavo: avrei potuto riprendere in mano un pochino della mia vita, fare ciò che più io amavo, dedicarmi alle mie passioni, avere un po’ più di tempo libero per me … già … PER ME … MIA … IO … perché purtroppo, troppo spesso, la propria sfera personale diventa il metro di misura per valutare se si è felici o no. E invece, inaspettatamente, ha cominciato ad insinuarsi dentro di me l’idea che forse avrei potuto dedicare parte di quel tempo che mi era stato concesso per fare qualcosa di utile…
Un post partum difficile
Nel momento in cui un bambino nasce anche una madre sta nascendo. Lei non è mai esistita prima. La donna esisteva, ma la madre, mai. Una madre è qualcosa di assolutamente nuovo. (Osho Rajneesh) L’esperienza della gravidanza rappresenta un momento particolarmente delicato per la futura madre, per la coppia di genitori ed anche per le rispettive famiglie di origine. La futura madre, nello specifico, è chiamata ad una ristrutturazione della propria identità e del proprio mondo interiore per acquisire il nuovo ruolo materno. Questo processo di ridefinizione di se stessa si muove attraverso due movimenti: uno regressivo, nel tentativo di rielaborare le proprie relazioni con le figure genitoriali, ed uno progressivo, volto all’acquisizione della nuova identità di genitore. Il primo processo è fondamentale, in quanto l’identificazione con la propria figura materna pone le basi per l’acquisizione della nuova identità genitoriale: in parole più semplici, ripercorrendo la traiettoria delle relazioni e…

